lunedì 13 ottobre 2008

Il costruttore? E' donna

Esattamente non so quante società di sviluppo immobiliare abbiano a capo una donna. Certamente so che questa è la mia “prima volta”: Anna Melpignano è la prima “costruttrice” che intervisto.
Una circostanza che, essendo io stessa di sesso femminile, non ho considerato da subito. Donne in cantiere ne ho incontrate: erano per lo più architetti con l’incarico di direzione dei lavori. “Quando arrivo in tailleur con i tacchi - racconta la responsabile di Mel.Or Immobiliare con sede a Lissone - credo siano più in imbarazzo di me gli uomini dell’impresa.”
Quale può essere il valore aggiunto di un’imprenditrice nel settore del mattone? “Quando seguo un’operazione immobiliare tratto l’immobile come se fosse casa mia, con la stessa cura. Penso sempre: se piace a me, piacerà anche ai miei clienti.”
La scelta delle singole operazioni da sviluppare è dettata da un mix tra razionalità ed istinto, esattamente come è successo per l’ultimo recupero in corso d'opera a Lissone. “Mi sono innamorata del fascino che emanava quella casa.
Certo, non sarebbe bastato questo lato, per così dire romantico, a convincermi. A farmi credere nell'investimento sono state altre caratteristiche fondamentali che fanno de “La Ca' del 30” un'ottima opportunità."
“La Ca’ del 30”, la cui direzione lavori è affidata all’architetto Fabrizio Amoretti, è un intervento di ristrutturazione che coinvolge l’antica dimora e l’annesso cortile di un’azienda storica di falegnameria di Lissone.
Si tratta di un vero e proprio recupero conservativo: infatti la palazzina residenziale, che sorgerà al posto dell’abitazione risalente agli anni Trenta, è costruita da una struttura e da un’impiantistica completamente all’avanguardia, mentre il progetto architettonico è rimasto fedele all’originale.
Al posto del capannone, che invece è stato demolito completamente, sorgerà un altro immobile ex novo, caratterizzato da una linea progettuale che ricalca quella de “La Ca’ del 30”. “Complessivamente si tratta di sei appartamenti ricavati all’interno del recupero e di altre otto soluzioni nell’edificio di nuova costruzione - ci spiega la signora Melpignano - sono tutti tagli di circa sessanta metri quadri, anche se è possibile accorpare gli spazi per soddisfare esigenze diverse.”
Lo stile del complesso è costruito intorno a dettagli che fanno la differenza: i balconi de “La Ca’ del 30” sono quelli originali in ferro battuto e i terrazzi della nuova costruzione ne ripropongono l’effetto “bombato”.
L’intervento è situato in prossimità della piazza del mercato di Lissone, un’area che a breve sarà parzialmente trasformata, con l’inserimento di una zona destinata a strutture residenziali ed una al verde. “Per “La Ca’ del 30” - prosegue Anna Melpignano - abbiamo pensato di utilizzare tutte le finiture di pregio: dai serramenti di ultima generazione all’isolamento termoacustico, dall’impianto satellitare al sistema di videocitofono, dalla predisposizione all’aria condizionata e all’antifurto.”
Quella che potrebbe sembrare la solita "lista da capitolato" di un immobile, si anima dell’entusiasmo e della passione che contraddistinguono solo chi è realmente innamorato della propria professione.
I serramenti, di sette centimetri di spessore perfetti per la normativa attuale sull’isolamento e sulla dispersione di energia, compaiono da un vano dell’ufficio di Lissone: “vede la differenza?” mi chiede la titolare della Mel.Or Immobiliare.
“Mi piace essere sicura delle cose che vendo, per questo motivo verifico in prima persona come procede il cantiere e la scelta dei materiali.
Insomma sono il collegamento tra chi costruisce e l’acquirente. Il rapporto con il cliente è fondamentale per me.
Quando ho deciso di intraprendere la svolta nella mia carriera, passando dalla mera compravendita alla gestione di operazioni di sviluppo immobiliare, ho scelto appositamente di seguirne una alla volta.
In questo modo c’è un contatto continuo con chi decide di affidarsi a me e posso rispondere prontamente ad ogni richiesta.”
I piedi ben piantati a terra, terra naturalmente solida come quella pugliese (di cui la Melpignano è originaria e dove ha curato recentemente un altro intervento immobiliare di residenze in locazione in un paese di pescatori vicino ad Ostuni) e la volontà di andare sempre in fondo alle cose.
Il lato femminile emerge anche in un settore come quello immobiliare dove in troppi, invece, danno le cose per scontate.


Mel.Or Immobiliare: i servizi
del mediatore comprando dal costruttore Mel.Or Immobiliare, la cui titolare Anna Melpignano vanta un’esperienza di quindici anni nel settore, opera nel segmento di mercato delle nuove costruzioni e delle ristrutturazioni. Le principali attività di cui si occupa Mel.Or sono l’acquisizione, la costruzione e la vendita di nuovi immobili, oltre all’acquisizione di edifici da ristrutturare. Le operazioni immobiliari a cui si dedica la società sono di piccole dimensioni e quindi maggiormente curate e di elevata qualità. I servizi offerti da Mel.Or Immobiliare, dati in esclusiva e gratuitamente a chi acquista, sono la valutazione dell’immobile, la permuta dell’usato, il mutuo, l’attività di consulenza, il contatto continuo con il cliente, grazie alla facoltà di gestire un singolo cantiere alla volta. Indirizzi: Via Loreto 44 Lissone; Tel/Fax 039. 483599; info@melorimmobiliare-lissone.it; www.melorimmobiliare-lissone.it

Vive la France, progetti d'oltralpe

Progettare, costruire e abitare in Francia? Decisamente diverso rispetto all’Italia. I nostri “cugini” d’Oltralpe usano precisi criteri di costruzione sia per quanto riguarda lo stile architettonico sia per la normativa edile.
“In Francia - ci racconta il progettista Daniel Durand (nella foto con la moglie Maria Teresa Ferri, con la quale opera da anni nel settore residenziale francese) - emergono gli stili regionali. Non è possibile costruire con canoni diversi da quelli della regione dove si andrà a realizzare il progetto.
E' curioso notare come si può riconoscere il luogo dove vi trovate attraverso le immagini del Tour de France: da come ad esempio si realizzano i tetti vi accorgete se siete a nord oppure a sud.” La chiarezza e l’omogeneità dello stile si riscontra anche nella fase di acquisto dell’immobile.
“Innazitutto ci sono criteri più precisi e parametri obbligati senza i quali non è possibile ottenere la concessione edilizia. Il certificato di isolamento termico-acustico degli immobili è diventato obbligatorio in Francia da molto prima che lo diventasse in Italia. Inoltre ci sono norme che tutelano l’acquirente, come ad esempio la Loi Carrez.
La legge Carrez, che che risale al giugno 1997, impone al venditore un certo numero di regole che è bene rispetti per evitare controversie.
La parte più interessante riguarda il calcolo della superficie da riportare sui contratti di vendita: è previsto l'onere per il venditore di indicare la superficie calpestabile in tutti i documenti relativi alla compravendita: contratto preliminare e atto di vendita.
“Ci sono società private che si occupano di stilare questo certificato, della validità di tre mesi, oltre a verificare la condizione della struttura dell’immobile (presenza di termiti, piombo, amianto).
“Un altro punto della legislazione francese che rende più sicura la compravendita immobiliare è la centralità della figura del notaio, al quale viene versata la caparra, che tiene fino al momento dello rogito.”
E senza arrivare al momento conclusivo della compravendita, è bene ricordare che in Francia il mandato di vendita è obbligatorio, per evitare, tra l’altro, che vi siano prezzi diversi per lo stesso immobile.
Contatti: P.T.L. SIFI, www.immobiliareptlsefi.com

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venerdì 10 ottobre 2008

Le terrazze sul Lago, abitare la comodità in quel di Como

A Como il mercato immobiliare continua il suo trend positivo. E non si tratta solo del mercato delle seconde case.
In fermento c’è anche il settore di chi è in cerca della prima abitazione. Su tutto il territorio urbano si stanno realizzando nuovi complessi residenziali che modificano e riqualificano al tempo stesso le aree territoriali in cui sorgono.
La richiesta più diffusa avanzata da chi ricerca un immobile in questa zona è in primo luogo l’affaccio sul lago ma i costi in questa fascia sono davvero elevati.
Si può arrivare anche a 3.500 euro al metro quadro.
A Como, fortunatamente, ci sono anche altre possibilità, ugualmente interessanti, con dei prezzi decisamente inferiori.
Come nel quartiere di Rebbio, dove sta per essere ultimata la residenza “Le Terrazze”.
“Ci troviamo in una zona in sicura crescita dal punto di vista dei servizi e che quindi vedrà diventare più elevata anche la qualità della vita - spiega Gianni Antonici, responsabile di GIMA Immobiliare srl, la società che gestisce l’intervento - Oltre ad essere in prossimità dell’autostrada, da cui si può facilmente raggiungere Milano, il quartiere è fornito di ogni tipo di servizio: dai centri commerciali alle scuole.
Non voglio negare il fascino della zona centrale di Como, ma probabilmente non offre le stesse caratteristiche che rendono Rebbio un quartiere decisamente residenziale.”
”Le Terrazze” sono un elegante fabbricato residenziale che si sviluppa su cinque livelli abitativi fuori terra, mentre il piano interrato è destinato ad ospitare i box e le cantine.
Complessivamente si tratta di trenta appartamenti e due esercizi commerciali collocati al piano terra.
“Nel progetto c’è sempre stato interesse nel costruire bene gli esterni - prosegue Antonici - per le facciate sono stati scelti i colori rosso e grigio, perché, pur essendo tonalità forti, rendono il palazzo più signorile, senza appesantirlo ulteriormente.”
Un altro elemento che alleggerisce l’impatto è il modulo architettonico delle cornici superiori delle finestre, che riprendono i colori dei balconi.
Oltre ad essere gradevole da vedere, il complesso residenziale di via Paoli è assolutamente comodo e funzionale da abitare e da vivere.
“La caratteristica che spicca sono sicuramente i terrazzi che infatti hanno dato il nome alla residenza - racconta Antonici descrivendo il nuovo progetto a Como - il più piccolo misura quindici metri quadrati.”
L’obiettivo è stato quello di rendere più vivibili gli esterni degli appartamenti in qualsiasi stagione: per questo i terrazzi sono tutti dotati di loggiati.
La stessa cura nella progettazione è stata applicata anche agli interni. I tagli degli appartamenti sono stati pensati finalizzati alle moderne esigenze dell’abitare.
Veri gioielli della residenza sono le soluzioni “duplex”: disposte su due piani, ospitano separate la zona giorno e la zona notte, e si può accedere al terrazzo attraverso una scala privata interna. I duplex sono stati già pensati anche per diventare in futuro due appartamenti distinti.
Altra caratteristica de “Le Terrazze” è rappresentata dal capitolato di pregio, anche dal punto di vista dell’impiantistica.
“Innanzitutto l’isolamento termico ed acustico della costruzione è stato realizzato in conformità delle leggi vigenti in materia di contenimento dei consumi energetici.
Per esempio sono previsti serramenti di 7,5cm, e finestre con due vetri esterni e due interni.
Abbiamo inoltre pensato di fornire ai nostri clienti un capitolato fotografico oltre che descrittivo, inserendo finiture eleganti e prodotti neutri, che potessero assecondare i gusti evitando in questo modo spese extra che incidono sul budget degli acquirenti.
In aggiunta ogni appartamento dispone della predisposizione all’impianto domotico. In questo modo, quando lo si desidera, acquistando una semplice scheda, si potrà personalizzare la gestione dell’impianto di allarme, del riscaldamento, del condizionamento, della diffusione del suono e altro ancora.”

Manuela Stucchi


GPA: promozioni immobiliari
Dalla tecnica allo sviluppo GPA Promozioni Immobiliari è la società che si occupa di sviluppo immobiliare nata dall’esperienza di alcuni professionisti che operano da diversi anni nel settore delle costruzioni e dell’edilizia. Attualmente la GPA Promozioni Immobiliari presenta due operazioni in corso, entrambe di contesti residenziali, localizzate rispettivamente a Robbiano e a Seregno. L’impresa di costruzioni Tecnoservice, a cui GPA si affida, opera da più di dieci anni nel settore delle costruzioni per conto terzi. Contatti: Via per Cesano 3, Desio (MI); tel/fax 0362.306173; tecnofloorservice@tiscali.it I medesimi contatti valgono anche per l’operazione di Como gestita da GIMA Immobiliare srl.

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Il Real Estate si è tinto di rosa

Il real estate e le donne.
Un connubio sempre più attuale. Tanto che il 19 luglio del 2006 è nata un’associazione del real estate “tinto di rosa”.
Si tratta di AREL, Associazione Real Estate Ladies, fondata per offrire alle donne del real estate uno spazio di confronto, di approfondimento, e di condivisione delle proprie esperienze. “L'associazione nasce per creare uno spazio in cui le professioniste e le manager che operano nel settore del real estate italiano possano confrontarsi, condividere e approfondire le rispettive esperienze al fine di contribuire alla crescita delle professionalità e alla innovazione di uno dei settori storici ma al tempo stesso più dinamici dell'economia italiana, come dimostra l'andamento e l'evoluzione del mercato immobiliare degli ultimi dieci anni” spiega Barbara Polito, Director di The Carlyle Group - Europe Real Estate, presidente dell’associazione.
“Il mondo della consulenza, della promozione, dello sviluppo, dell'intermediazione, della progettazione, della gestione, della formazione e della finanza immobiliare conta già molte donne che hanno un "ruolo" determinante all'interno delle aziende di appartenenza, e il loro numero è in continua e forte crescita.”
Una presenza qualitativa oltre che quantitativa, testimoniata ad esempio da un tavolo di discussione dove nel ruolo di relatori c’erano solo donne. è successo durante la scorsa edizione di EIRE, durante il convegno organizzato da AREL “Development: sviluppo, trasformazione urbana e valorizzazione.
Best practice e sfide del futuro”, dove sono intervenute, oltre al presidente dell’Associazione, figure chiave del real estate da Maria Raffaella Bertoli (Sales and Marketing Manager di Europa Risorse RE Agency) a Muna Namous (Responsabile tecnico di Nexity Italia), da Sabrina Suma (Business Development Manager di Garretti Associati) a Paola Delmonte (Vice Direttore Generale Investment & Asset Management Advisory di Pirelli Real Estate).
Chi si può iscrivere ad AREL?
Tutte le donne che, in Italia, operano nell’industria immobiliare vale a dire nel settore dei servizi di gestione, di comunicazione e dei servizi tecnici correlati alle attività immobiliari, come libere professioniste, titolari di azienda, impiegate, quadri e manager aziendali, impiegate, quadri e dirigenti del settore pubblico, docenti universitarie e responsabili di società e istituti di studio e ricerca pubblici e privati, dirigenti e responsabili di associazioni di categoria rappresentative della intera filiera dell'industria immobiliare, nella sua più ampia e moderna accezione del termine.
All’Associazione possono iscriversi anche donne che vivono e lavorano nel settore immobiliare in altri Paesi, purché condividano le finalità del Gruppo.
Coloro che intendono iscriversi ad AREL debbono compilare l’apposita domanda di iscrizione e la scheda personale, inviando il tutto alla presidenza.
Per informazioni: arel@mclink.net; www.arel-italia.it

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Sesto San Giovanni: al via il progetto nell’area ex Enichem,un intervento residenziale ed un’area adibita a funzione pubblica

Da qualche anno il volto di Sesto San Giovanni sta cambiando.
Le metamorfosi in atto riguardano in primo luogo le diverse aree industriali che prendono forme nuove e molteplici, ospitando progetti integrati che combinano le differenti funzioni del vivere contemporaneo.
Ma la nuova realtà sestese va considerata all’interno di un cambio di prospettiva che riguarda tutta l’area milanese.
Un’area che a ragione si può definire “Regione Metropolitana”, dal momento che si tratta della conurbazione urbana più estesa, popolosa e ricca delll’intero territorio nazionale.
Per dare qualche numero, sono circa due milioni di persone che per motivi di lavoro entrano a Milano ogni giorno.
Lo sviluppo e la riqualificazione urbana, nella duplice prospettiva del residenziale e del produttivo, dei Comuni confinanti, tra i quali appunto Sesto San Giovanni, hanno permesso di creare il tessuto connettivo che rappresenta la base necessaria di un policentrismo che va a sostituire l’antica discontinuità territoriale.
Tra gli interventi più interessanti c’è la riqualificazione dell’area ex Enichem, un percorso travagliato iniziato nel 2001 che finalmente è partito grazie all’approvazione in Consiglio Comunale.
“Si tratta di un progetto residenziale che parte dalla bonifica di tutto il territorio in oggetto - racconta Luca Pasini, responsabile di Aree srl, società promotrice del piano di riqualificazione, oltre che membro del Gruppo Pasini, realtà storica di Sesto San Giovanni che ha iniziato la sua attività negli anni Cinquanta, - La superficie complessiva di circa 14mila metri quadri è distribuita tra circa 7mila metri quadri destinati ad uso residenziale e più 3mila metri quadri riservati alla realizzazione di un parcheggio e del verde attrezzato, mentre oltre 3.500 metri quadri prevedono un edificio ad uso pubblico.”
Connessi al programma integrato sono previsti inoltre ulteriori interventi pubblici, come la riqualificazione della sede stradale di largo Levino, il ridisegno dell’incrocio tra via Montenero, via Puccini e viale Gramsci e la sistemazione di via Montesanto.
Il progetto è affidato allo studio di architettura Torlaschi in collaborazione con Atelier, studio di progettazione e consulenza in urbanistica ed architettura.
Restellone Habitat, il complesso residenziale che deve il suo nome alla nuova fermata della linea metropolitana 1 che sorgerà proprio in prossimità dell’intervento, sarà composto da tre edifici disposti du cinque piani fuori terra.
“Una parte degli appartamenti, circa 950 metri quadri, - prosegue Pasini - saranno destinati all’edilizia convenzionata.
Un’opportunità che non riguarderà solo l’acquisto ma anche un’eventuale possibilità di locazione, per coloro che desiderano una casa anche se al momento non sono in grado di comprarla, in accordo con Banca Popolare dell’Emilia Romagna, l’istituto di credito collegato al progetto.
Si tratta di un buon intervento che presenta comuque prezzi contenuti”. Restellone Habitat è inoltre il primo progetto che sfrutta le moderne tecnologie per l’abbattimento del rumore.
“I tre edifici sorgeranno al di là della linea ferroviaria che divide a metà il territorio di Sesto San Giovanni- spiega l’architetto Torlaschi - Prima di stendere il disegno progettuale abbiamo interpellato un team di professionisti ed il piano per la realizzazione degli edifici è nato sulla base della disposizione dei coni di rumore.
E' prevista la costruzione di una “collinetta” che fungerà da vera e propria barriera ed inoltre saranno utilizzati tutti gli accorgimenti tecnologici più evoluti per garantire un perfetto isolamento acustico dei tre edifici.”
Per quanto riguarda i tagli interni, si tratta fondalmentalmente di mono, bi e trilocali, ma c’è la possibilità di accorpamento per disegnare lo spazio abitativo secondo le proprie esigenze.

Sesto San Giovanni: Restellone habitat
“Si tratta di un progetto residenziale che parte dalla bonifica di tutto il territorio in oggetto - racconta Luca Pasini, responsabile di Aree srl, società promotrice del piano di riqualificazione - La superficie complessiva di circa 14mila metri quadri è distribuita tra circa 7mila metri quadri destinati ad uso residenziale e più 3mila metri quadri riservati alla realizzazione di un parcheggio e del verde attrezzato, mentre oltre 3.500 metri quadri prevedono un edificio ad uso pubblico.”

Restellone Habitat
Un intervento firmato da aree srl Il progetto residenziale Restellone Habitat, all’interno del piano di riqualificazione dell’area ex Enichem a Sesto San Giovanni, è gestito dalla società di sviluppo immobiliare di Aree srl, in collaborazione con Hcg, lo studio di architettura Torlaschi, Atelier studio di progettazione e consulenza in urbanistica ed architettura. La commercializzazione dell’intervento è affidata a FinProject Group; Tel. 02 26.26.38.68; Fax 02 26.26.38.86; info@gruppofinproject.it; www.finprojectgroup.it Studio Trezzi & C. s.a.s.; Tel. 02 24.24.107 Fax 02 26.22.73.93; info@studio-trezzi.it

Manuela Stucchi

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Varedo: chiaro scuri e giochi di luce di un progetto residenziale che esce dai soliti canoni architettonici

Architetture non ordinarie, non straordinarie, quanto piuttosto extra-ordinarie.
Siamo a Varedo, nella Brianza del design più innovativo, che osa con mobili e complementi d’arredo, ma che eccezionalmente lo fa con l’architettura, specialmente se applicata al settore residenziale.
“Il complesso è nato seguendo la volontà del precedente proprietario - racconta l’architetto Enrica Genovesi - La famiglia Galli di Varedo voleva che anche nel nuovo progetto permanesse in qualche modo un ricordo di quella che era l’antica proprietà, casa di famiglia e sede dell’azienda. L’idea progettuale ci è stata data dall’architetto Orsini, seguace dello stile di Mario Botta.”
Il risultato è una realizzazione che si può certamente definire fuori dai canoni comuni, soprattutto da quelli che abitualmente caratterizzano la zona della Brianza. Se i materiali utilizzati per l’edificio sono quelli che appartengono alla tradizione, vale a dire il mattone e la pietra, essi sono stati combinati con forme moderne, caratterizzate da linee architettoniche essenziali e rigorose.
L’impatto visivo è unico: il rosso dei mattoni è alleggerito in primo luogo dalla presenza di feritoie dalla geometria regolare, inserite all’interno delle facciate come vero e proprio “modulo” che si ripete, diventando la cifra architettonica dell’intervento. La ripetizione è interrotta dall’alternanza con gli oblò che si aprono all’esterno creando giochi di chiaro scuri ed effetti di luce inebrianti.
Solo l’impatto esterno può sembrare scuro, all’interno infatti la struttura gode della luminosità prodotta dalla relazione tra esterno ed interno continuamente ricercata dal progetto.
“L’integrazione fra gli spazi è garantita dalla modularità delle feritoie che si aprono andando a imprigionare la luce - prosegue l’architetto Genovesi - le ampie vetrate, non visibili dall’esterno, garantiscono un’ulteriore fonte di luminosità.”
Anche nella disposizione degli appartamenti la zona giorno è stata collocata ad est per agevolare la loro illuminazione.
Altro effetto di alleggerimento è dato dagli sbalzi volumetrici che si creano nei prospetti. I volumi aggettanti creano movimento sulle facciate attraverso la luce del sole che vi si riflette. Contatti: architetto Enrica Genovesi,
genovesicostruzioni@yahoo.it

Manuela Stucchi

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mercoledì 8 ottobre 2008

La rilettura residenziale di uno spazio industriale, il progetto di un complesso di trenta loft a Milano

É possibile oggi definire un tipo di casa?
“Ogni volta che noi architetti affrontiamo il tema dell’abitazione, constatiamo che oggi non esiste più un canone di riferimento, uno stile di abitazione - afferma l’architetto Alberto Beni - ma ogni volta occorre ritrovare il senso dell’abitare e dargli una forma, quella migliore, come diceva Giò Ponti.”
Per questo, forse, gli interventi curati dall’architetto Beni sono tutti diversi, come quello in fiera a Milano, in via Susi, vicino a Piazza Udine. Si tratta di un complesso su cinque livelli, progettato come la rilettura residenziale di uno spazio industriale.
Ampie vetrate di quasi quattro metri di altezza, logge e balconi, caratteristiche dei loft applicate ai tagli tipici degli appartamenti, per garantire la massima vivibilità degli spazi.
“La casa è il luogo in cui lasciamo fuori tutto ciò che ci tiene sempre sotto giudizio.
La casa è il luogo del non giudizio, dove posso essere me stesso.
Stanchi di una pesante giornata di lavoro, sentiamo il bisogno di rifugiarci a casa per recuperare le energie e da qui partire per l’avventura del giorno successivo.
Questo perché tra le pareti domestiche ritroviamo la memoria e l’identità delle nostre stesse radici, che facendoci da riferimento ci rassicurano.
Insomma la casa, la nostra casa (home dicono gli inglesi, distinguendola da house-edificio) è il luogo dei nostri segreti, magari chiusi in un cassetto.”
Tuttavia, non conta solo l’interno delle pareti domestiche.
“C’è anche la valenza collettiva dell’abitare.
Non è possibile abitare da soli, si è sempre immersi in un contesto sociale. Per questo è importante la qualità dell’edificio in quanto stimolo alla qualità dell’abitare, del rapportarsi.”
E “la qualità dell’abitare” è stata raggiunta pienamente nel complesso di via Susi, costruito a norma di certificazione, con dei serramenti, per esempio, con taglio termico e isolamento acustico tali da garantire un notevole benessere abitativo e non certo tipici di una struttura industriale.
“Penso che l’uomo non viva in maniera astratta ma dentro un contesto sociale e in un preciso tempo storico, per cui l’idea della casa deve portare con sé questi riferimenti, con i suoi aspetti positivi, accettandone, inevitabilmente, le sue manchevolezze.”
Contatti: Architettura Beni, Milano via San Benigno 4; www.architetturabeni.it

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